Storia dal 1990 al 1999
10 anni di rassegne

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Il primo decennio dell'attività artistica dell'Associazione IDEAVITA è caratterizzata da un filo conduttore ben preciso e definito: tale tratto caratteristico è costituto dal concorso di pittura "Civiltà contadina: valori e memorie", dal fatto che si tratta prevalentemente di un premio di pittura a cui tutti possono partecipare e che si tratta di una manifestazione collocata in un territorio ampio, prevalentemente agricolo qual è il Basso Novarese.
Tale formula ha avuto il suo esordio a Vespolate nel 1990 recuperando all'uso artistico un vecchio deposito di materiale edile ormai dismesso. A sorpresa l'organizzazione si trova a dover fronteggiare un gran numeri di richieste da parti di artisti provenienti da varie parti del nostro territorio: infine è da sottolineare la presenza di un ospite speciale come il maestro Treccani che ha voluto, con la sua presenza, onorare la manifestazione premiando personalmente i vincitori del concorso.
L'anno successivo e così sino al 1994 vedono questa iniziativa trasferirsi in quel di Tornaco, presso l'asilo infantile che era ospitato presso Villa Marzoni, ambiente anche questo recuperato grazie alla proposta da un lato dell'associazione IDEAVITA e dall'altro alla disponibilità dell'Amministrazione Comunale a voler cogliere tali suggerimenti.
In quegli anni la manifestazione si arricchisce di contenuti anche grazie alla collaborazione con il Gruppo F.A.R.A. di Bergamo, la direzione del Museo Nazionale dei Naïf di Luzzara, l'apertura di nuove proposte culturali attraverso il coinvolgimento di Docenti Universitari, offrendo conferenze e convegni, concerti e da ultimo anche al mondo del cinema, continuando anno dopo anno a raccogliere consensi, presenza di pubblico ed ampliando i patrocini con Enti ed Istituzioni.
Dal 1995 al 1999 le iniziative vengono collocate a Borgolavezzaro, presso Palazzo Longoni: inizia un nuovo rapporto con un paese ed anche qui si ripropone tutta la serie di iniziative già sperimentate negli anni precedenti, cercando, se possibile di ampliarle: concorso, convegni, serate di poesia, concerti, sale monotematiche che variano di anno in anno.
Oltre che ad una ricerca di nuovi stimoli abbiamo anche cercato di ampliare le spazi a disposizione così dopo l'utilizzo di Palazzo Longoni si è anche utilizzato il suo ampio cortile, si è riusciti a utilizzare il vecchio granaio del palazzo (proprio in questo periodo ha visto il ritorno all'antico splendore del granaio attraverso l'opera di recupero architettonico attuato dall'Amministrazione di Borgolavezzaro) ma anche attraverso il coinvolgimento della "città" di Novara prima promovendo un concorso in collaborazione con le Associazioni dei Commercianti, poi anche attraverso la disponibilità del Comune di Novara ad ospitare le nostre mostre nelle sale dell'Arengo del Broletto.
Questo periodo è quanto mai fruttuoso in quanto ci avviciniamo e percorriamo tematiche come "Il pane nella storia dell'uomo", "Le pievi nella bassa novarese", "Dario Piazza", "Riciclo e riuso: l'arte ritrovata", "Lucania '61", "Icone russe e bizantine", "I pittori postimpressionisti russi", "Maestri incisori tedeschi con bulini e antiche xerografie", "La marchesa Colombi: donna e scrittrice", "I pittori del Giudizio", "Brera 2000, nuovi orizzonti di conoscenza, la spiritualità del corpo".
Come ben si vede qui ci si trova di fronte a svariate collaborazioni di prestigio sia nazionale che internazionale che hanno permesso il crearsi di stimoli e di punti di attrazione vari in modo da saper coinvolgere una grande parte di cittadini che giungevano da molti centri per visitare le mostre, sia di Borgolavezzaro che di Novara.
Altro filo rosso che unisce ed omogeneizza questo periodo decennale delle nostre iniziative è sicuramente il curatore delle stesse, Libero Greco sostenuto e coadiuvato dal valido appoggio della moglie Carla Fizzotti, che nel contempo è anche l'ideatore delle nostre locandine che vengono "suggerite" dai fatti realmente avvenuti in quegli anni: quindi manifesti "datati" ma che sanno cogliere nello spirito di provocazione e nella sottile satira di fondo attraverso un momenti di riflessione.
testo di Riccardo Dosdegani
