Civiltà contadina: valori e memorie
III Edizione 1992
TORNACO

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Giardino a tutto tondo
II manifesto che viene proposto quest'anno non è più ricavato da un dipinto appositamente pensato per la mostra, bensì da un oggetto-scultura che vuole introdurre una sorta di novità rispetto agli anni precedenti.
Il tentativo è infatti quello di invitare gli scultori ad affiancare le opere di genere più pittorico, che hanno fino a qui caratterizzato le rassegne.
L'oggetto è costituito dall'insieme di materiali poveri che originariamente avevano delle funzioni molto specifiche.
Per essere più precisi si tratta di una vecchia gamba di un letto e di parecchi antichi chiodi forgiati a mano.
La gamba di legno si trasforma in un supporto che accoglie sulla sua superficie la storia di un racconto fantastico legato al mistero della natura e del cromatismo, che essa è in grado di sprigionare.
I chiodi di forgia ricavati da vecchie travi bruciate sul camino, hanno delle forme particolari e così sinuose da evocare, attraverso il loro impiego, una sorta di campo di fiori o di funghi o altro ancora. Sarà poi la magia delle cose a suggerire all'osservatore la complicità necessaria per cominciare il viaggio dell'immaginazione.Libero Greco
Il Terzo Premio Nazionale di Pittura «Civiltà Contadina, valori e memorie» si è svolto, come nella passata edizione, nell'antica e suggestiva Villa Marzoni di Tornaco, luogo ideale per ospitare l'esposizione delle opere d'arte in concorso e sede ormai prossima alla realizzazione di un Museo permanente sulla civiltà e sulla cultura della Bassa novarese.
È stato il successo dell'edizione 1991, ampiamente dimostrato dai partecipanti e dalla critica, che ha indotto l'Associazione Idea-Vita di Vespolate, ideatrice della manifestazione, a mantenere nuovamente come sede dell'incontro Villa Marzoni e lo staff organizzativo rappresentato dal Comune e dalla Biblioteca di Tornaco.
L'esperienza accumulata nelle precedenti edizioni ha contribuito notevolmente ad accrescere la professionalità degli apparati organizzativi. In questa ottica, nuove iniziative hanno innovato l'intera manifestazione.
La Rassegna d'arte ha visto la presenza non solo di opere pittoriche ma anche scultoree, preannunciate simbolicamente dal manifesto che ritraeva la scultura: «Giardino a tutto tondo» di Libero Greco.
Sicuramente, il convegno sull'«Alimentazione contadina dal Medioevo ad oggi» (svoltosi nella chiesa di San Carlo), che ha visto la presenza di illustri docenti universitari esperti della tematica, è stato uno dei momenti più significativi e celebrati dell'intera manifestazione, in quanto ha contribuito ad approfondire, su basi storiche, la conoscenza della civiltà contadina nei suoi aspetti specifici. Interessante e coinvolgente è stata per esempio la relazione di Rossano Nistri sui principi del contrario e del simile nelle abitudini alimentari contadine analizzate alla luce di curiose interpretazioni simboliche.
Altro momento degno di nota dell'edizione 1992, è stato il concerto nella chiesa parrocchiale di Tornaco delle Sornette, dedicato al repertorio di canti popolari.
Un programma. dunque, accuratamente studiato e ricco il cui obiettivo era proprio quello di creare una interazione ed un rapporto dialettico fra le molteplici esperienze e realtà della civiltà rurale della Bassa novarese.
La Rassegna d'arte ha visto ancora una volta alla ribalta numerosi pittori di illustre fama, i quali con le loro opere altamente qualificate hanno permesso alla manifestazione di diventare un vero e proprio momento di incontro e di scambio culturale degno delle più celebrate esposizioni d'arte.
I temi del mondo contadino rappresentati nelle immagini dagli artisti hanno evidenziato una differente sensibilità e un diverso modo di porsi nei confronti di tale realtà; diversi sono inoltre i linguaggi pittorici abbracciati dagli artisti: dalle esperienze del realismo al concettuale. Fuori corso, inoltre, è doversi ricordare la presenza delle opere Naîf del Museo Nazionale di Luzzara. Dunque dopo solo tre anni il bilancio è più che positivo, e ciò è dovuto senza dubbio alla capacità degli organizzatori di evidenziare, ampliare e approfondire il tema della manifestazione e soprattutto di trattarlo nella maniera più degna e adeguata.
Enzia Bottini
