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Civiltà contadina: valori e memorie

IV Edizione 1993

TORNACO

Il manifesto della mostra

Così le cose

l topi trovano facile dimora nei posti abbandonati e nella sporcizia.
Altri tipi di roditori vivono invece in siti lindi, lussuosi e tutt'altro che poco frequentati.
Fino a che è stato possibile, questi voraci protagonisti della nostra quotidianità hanno predato ovunque e ogni cosa. Ma si sa che, i topi come i ladri, per concretizzare le loro nefandezze devono nascondersi nei posti più remoti. Eccoli infatti, sono lì tutti con i loro vessilli e i loro simboli: dai grandi Partiti governativi a quelli di fragile opposizione, dalle organizzazioni sindacali al potere giuridico, dal sistema mafioso a quello religioso. Tutti lì con il loro piccolo o grande fardello di responsabilità.
Ma il tempo in cui dall'alto della scala si spalanca la porta e all'improvviso è luce ovunque. Si delineano i contorni delle cose e quelle delle responsabilità ad esse legate.
Garofani che sfioriscono, scudi crociati rosi dai topi, edere e bandierine tricolori a mezzo servizio, lupare sempre pronte all'uso, santi e profeti storicamente ingaggiati per generare nuove superstizioni, logore falci e superati martelli, copricapi di una giustizia ricattata, grimaldelli per ogni uso, oliatori sempre a disposizione dei grassatori.
Questo è il quadro che emerge all'improvviso dopo un dimenticato lungo, lungo silenzio.
Ma sopra la scala c'è una porta aperta che non solo ha dato luce alla cantina, ma ha lasciato anche spazio affinché si possa vedere fuori. E fuori si vede un cielo infinito, azzurro e denso di speranza.
C'è una figura fragile, diafana e serena che si avvia verso la cantina per riordinare, ancora una volta, lo scompiglio che l'umanità pare non abbia difficoltà a riproporre ciclicamente.
Fuori, un paesaggio quieto da riconquistare con rinnovato entusiasmo, con maggior coscienza e rispetto; e molto, molto più decoro e decenza.

Libero Greco

Il quarto Premio Nazionale di pittura indetto, come nelle precedenti edizioni, dal Comune di Tornaco e dall'Associazione Idea-Vita di Vespolate, vuole ripercorrere le tradizioni ed i valori della civiltà contadina focalizzando l'attenzione su momenti e temi della cultura delle comunità della bassa novarese.

E' con orgoglio che ci riproponiamo all'attenzione di un pubblico che oramai è diventato numeroso e amico. Infatti ad ogni manifestazione ritroviamo le solite facce che fanno da apripista a nuovi interessati e così il cerchio si allarga.

"Civiltà Contadina: valori e memorie" comincia a diventare una manifestazione importante e seguita, richiamando l'attenzione non solo della graditissima gente normale, ma anche dei politici e degli amministratori.

Probabilmente le cose fatte fino ad oggi sono state gradite ed il livello di competenza è stato riconosciuto. Ogni manifestazione, infatti, si arricchisce sempre più di novità di rilievo che non possono che dare prestigio alle rassegne.

Non sono certo cose da poco organizzare Convegni di alto tono, tipo quelli di Idea-Vita. Si tratta di Docenti universitari e Ricercatori di primissimo livello che riescono a coagulare attorno ad un tema importante come l'alimentazione, grande interesse e curiosità.

Nuove collaborazioni vengono anche ricercate con gli Ordini degli Architetti che possono offrire un fattivo contributo di competenza e professionalità. Il patrimonio di cascine in disuso e l'abbandono di manufatti e grandi strutture ha purtroppo raggiunto un livello di preoccupazione tale, da indurre ad un rapido intervento, per evitare l'esodo dalla campagna o l'impoverimento culturale della gente che la abita.

Anche l'ospitalità che viene data ad altre organizzazioni, vicine a noi per impegno e obiettivi, non è cosa di poco conto. Nientemeno che il Museo Nazionale dei Naives di Luzzara è stato così cortese da onorarci della sua collaborazione, prestandoci numerosi quadri di autori ormai celebrati e noti al grande pubblico. Grosso risultato, quindi, ma anche un impegno notevole di responsabilità che ci auguriamo di onorare nel migliore dei modi.

Un grazie quindi a Cesare Zavattini, che ha dato la scintilla a questa realtà, e grazie agli organizzatori luzzaresi.

Il lavoro, l'alimentazione ed in genere tutti gli aspetti legati alla vita della cascina ed alla sua architettura, suggeriscono indubbiamente riflessioni e confronti fra i molteplici aspetti della realtà attuale ed una civiltà antica i cui valori non sono ancora del tutto sopiti.

Carlo Afferni

.: Le opere premiate/vincitori

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