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Civiltà contadina: valori e memorie

V Edizione 1994

TORNACO

Il manifesto della mostra

I pastori del 2000

Anche la civiltà contadina si trova a fare i conti con la "Seconda Repubblica".
Seconda repubblica che per il momento si presenta con rappresentanti imprevedibili e rissosi e purtuttavia espressione di una più che legittima scelta popolare.
Ma, alla fine, questo popolo sovrano è proprio così adulto e capace di fare i propri interessi? È così attento e disincantato da districarsi da lusinghe e illusioni e discernere fra promesse mantenute e bugie?
Non è che ancora una volta questo popolo dia segnali di reiterata puntualità con un nuovo pecoreccio ammansito da imbonitori in doppiopetto?
E noi? La gente, il popolo cosa fa, cosa facciamo? Chissà che fra il preconizzato milione di posti di lavoro non ci sia qualche posto anche in campagna. Diversamente... non preoccupiamoci, una partita del Milan non ci verrà certamente negata e neppure qualche milione di spot pubblicitari.
Questa Seconda Repubblica ha sì spazzato via il verminaio del potere precedente, ma mai come questa volta risorge il concetto del Gattopardo: "cambiare tutto per cambiare nulla".
Spaventapasseri riciclati dall'arroganza di un sistema ingordo e prepotente: emblema di una borghesia opulenta e ottusa incapace di avere una benché minima attenzione e sensibilità verso i meno fortunati, vittime ignari dei bagliori cui vengono sottoposte attraverso mille subdole e suggestive manipolazioni della verità.

Libero Greco

II Comune di Tornaco e l'Associazione Idea-Vita sono giunti a questa quinta edizione del premio "Civiltà Contadina: valori e memorie" con l'introduzione di alcune novità di rilievo. Alla ormai tradizionale mostra di pittura, scultura e grafica si va ampliando l'interesse sui grandi temi dell'alimentazione; convegni curati e presentati da illustri storici.

Particolare contributo di novità proviene dall'introduzione dell'espressione cinematografica. Avremo infatti con noi un pluripremiato giovane regista che presenterà due suoi lavori recenti. Come bene si può intuire non è certo la mancanza di volontà e di interessi che caratterizza il prosieguo delle manifestazioni. E malgrado la consueta precaria situazione economica, ci pare di poter affermare che la qualità della rassegna è costantemente in fase di crescita.

Con l'aiuto e l'intelligenza di tutti potremo ancora migliorare ed arricchire le prossime edizioni, introducendo nuove idee in settori ancora non sperimentati.

Per il momento, comunque, siamo arrivati fino a qui, anche se in un momento storico di mutato clima sociale e politico.

Paure e incertezze stanno caratterizzando, in questi ultimi tempi, il comportamento di molti. Anche per questa nostra modesta manifestazione di Provincia gli effetti nefasti non hanno tardato a farsi sentire. Così anche presso gli organizzatori di questa pur libera iniziativa si è inoculato il veleno della preoccupazione di non piacere al nuovo "principe", al punto da indurre certuni a chiedere censure e adeguamenti alle regole.

Chiediamo un po' a tutti di essere aiutati sia per la pubblicizzazione delle iniziative che per la difesa della sua qualità: compreso il manifesto che con vera fatica siamo riusciti a farlo digerire, anche ai più tenaci perbenisti.

Siamo stati censurati e invitati a cambiare le mutande dello spaventapasseri che portavano i colori sociali del Milan, sostituendole con altre più anonime, per esempio nere!

Abbiamo ritenuto la cosa non particolarmente grave, ma di sicuro al limite del grottesco. Abbiamo, tuttavia, pensato fosse più utile esprimere un pronunciamento mutilato che un silenzio infecondo.

Con segnali di questo genere, anche se di piccola portata, diventa urgente fare quadrato attorno al disagio collettivo, che sempre più sta lievitando. Facciamolo prima che questo clima si trasformi in tumulto.

Cristiano Molinari

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