Civiltà contadina: valori e memorie
X Edizione 1999
BORGOLAVEZZARO - NOVARA

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L'ultimo esodo
L'Ultimo Esodo vuole esprimere il significato legato al fenomeno migratorio che nei secoli si è più volte riproposto in tutto il mondo, senza esclusione di Paesi e Continenti.
È un vero e proprio esodo neobiblico che spinge le sofferenze umane verso terre più felici, più ricche.
Malfattori d'oltre confine mercanteggiano subdolamente con i faccendieri locali per poi spartirsi il frutto di attività che portano il nome di meretricio e morte.
L'indifferenza e la tolleranza che si manifesta attorno a questa sciagurata umanità dolente è una vera vergogna, soprattutto per una società che con molta prosopopea va dicendosi civile.
Non è raro sentire affermazioni del tipo: - Chi li ha chiamati questi qui? Potevano stare a casa loro, invece di venire a rompere le palle a noi! -
Ecco allora lo scenario del manifesto di questa edizione 1999 che vuole invitare a prestare un poco di attenzione a questa umanità che viene ricordata solo perché da fastidio: spesso non a torto, perché a nessuno piacerebbe avere sotto casa prostitute e spacciatori.
Il "vu-cumprà" del manifesto osserva un gommone abbandonato sulla spiaggia e pensa a quando, clandestinamente, ne aveva finto uso lui e a quanti capiterà lo stesso destino di viaggio. Due prostitute, una bianca e una nera, per non fare intorti al mercato del meretricio, aspettano i loro aguzzini che le indirizzeranno allo sporco lavoro al quale si devono prestare loro malgrado.
All'orizzonte sorge atto strano sole, si profila un'effigie che ha l'aspetto di una piramide.
I connotati evocativi sembrano domandare: - Ma Dio, ci sei anche per noi? - oppure affermare - Dio, finalmente sei arrivato anche per noi! -
Da sempre la fame ha costretto intere popolazioni a dover abbandonare le loro terre in cerca di una vita migliore e da sempre l'ostilità degli autoctoni ha opposto resistenza ai nuovi venuti. Ma la ragione delle cose alla lunga si afferma e i popoli si mescolano e diventano più belli e forti, a dispetto dell'egoismo.Libero Greco
Ed eccoci giunti alla 10° edizione di "Civiltà Contadina:
valori e memorie".
Siamo alle soglie della fine del secondo millennio ed anche alle soglie
del Giubileo, eventi che, già presi singolarmente, rappresentano
per la loro rilevanza momenti di grande tensione emotiva e che poi,
combinati, assemblati e coincidenti, rappresentano la "fibrillazione"
intellettuale, che probabilmente dovrà, o per meglio dire,
dovrebbe far scaturire nell'animo di tutti, ma soprattutto in quello
degli "artisti", idee e ideazioni forse uniche.
Per quanto ci riguarda dobbiamo aggiungere a questi due eventi eccezionali un terzo evento, non meno importante per la nostra Associazione e per quello che essa rappresenta all'interno del panorama culturale e artistico della nostra area di riferimento: la "bassa", e di conseguenza il rapporto fra campagna e città.
Questa data da non dimenticare rappresenta due cose importanti: il decimo anno delle manifestazioni e il decimo anno di vita di Idea-Vita. E credete non è cosa da poco se si pensa che tutto è basato sul volontariato.
Il percorso della mostra di quest'anno inizia nella Chiesa Antonelliana in cui sono esposte "Le vetrate" realizzate dal prof. Ulrico Montefiore, docente della Cattedra di Arte Sacra presso l'Accademia di Belle Arti di Brera di Milano.
Nella Sala delle Colonne di Palazzo Longoni saranno esposti i manufatti realizzati dagli studenti dell'Accademia di Brera di Milano che ripercorreranno idealmente lo spazio visivo-temporale che intercorre fra l'ideazione, lo studio, la ricerca dei materiali e la definitiva realizzazione di un soggetto da loro stessi scelto "Il volto di Cristo".
Nella struttura antistante Palazzo Longoni, nell'ex granaio, una
sala sarà dedicata ai maestri dell'Accademia di Brera, che
in omaggio all'Anno Giubilare hanno inteso realizzare questa proposta
collocandosi nel contesto dal titolo "Brera 2000, nuovi
orizzonti di conoscenza: la spiritualità del corpo".
E' doveroso ricordare che i primi contatti con l'Accademia di Brera
sono stati promossi da Pina Inferrera cui va tutta la riconoscenza
dell'Associazione; senza il suo diretto interessamento il cammino
verso il risultato ottenuto sarebbe stato certamente più complicato.
Al piano terreno del granaio troveranno esposizione alcune iniziative che hanno l'intendimento di proporre nuovi modi e modelli espressivi da utilizzare verso il sacro e specificatamente la realizzazione di alcune storie sacre interpretate, attraverso il linguaggio del fumetto, da Gianni Speciale e Franco Sannino.
Anche l'inserimento provocatorio delle nuove tecnologie legate al computer potranno essere sperimentate nel mondo del sacro.
Il gruppo PROMAU, che è leader italiano nel settore della prototipazione ed attrezzaggio rapido per le aziende, grazie alle tecnologie d'avanguardia riesce a migliorare la qualità del prodotto stesso riducendo le tempistiche per l'entrata in produzione, collabora con l'Associazione P.A.A. (Pochi Artisti Associati) nata nel 1994 a Cameri al fine di applicare le tecnologie digitali all'arte, per la realizzazione di una proposta "futuribile" sulla lettura e sulla realizzazione visiva attraverso l'utilizzo di tecnologie "pulite" e "naturali" servendosi per l'appunto dell'informatica e la memoria virtuale, nonché dell'autostrada informatica di Internet.
Altra proposta è rappresentata dal Gruppo Riprogetto su "Recupero e sacralità del gesto" nel cortile di Palazzo Longoni: secondo anno di esperienza artistica del gruppo sorto all'interno della nostra Associazione.
Riccardo Dosdegani
I cataloghi associati alla mostra
