Civiltà contadina: valori e memorie
XII Edizione 2001
"PREGHIERA ALLA TERRA"
A cura di Lorella Giudici
VESPOLATE - NOVARA - CASTELLANZA (VA)
GRANI DI GRAZIA
Tommaso Trini
La terra dà più di quanto riceve. Chi la lavora, lo sa d'istinto. Anche l'arte dà più di quanto riceve. Ma molti di coloro che dicono di amare l'arte, neppure lo sospettano.
Cambiare aria fa bene alla visione. L'installazione plastica di Pina Inferrera dimostra che il dislocarsi degli artifici linguistici nelle campagne può produrre un surplus di bellezza. Una luminosità inedita si decanta oggi dai suoi grovigli di filati industriali, fin qui usati nel loro verso oscuro di cascami o scarti, gravidi di moralità ecologica. Nutrice infaticabile delle mostre di Vespolate, l'artista di Bergamo li aveva esposti in passato come schermi sui quali proiettare immagini o altri materiali. A1 contrario, essi schermano ora sottostanti bulbi di luce sinuosa. Così, non più ottusa, la loro plastica può sciamare con leggera luminescenza.
Oppure si scolpisce direttamente la natura. È ciò che fa bene Gabriele Jardini, quasi fosse un incantatore della foresta. Lui che è solito assemblare elementi vegetali in figure di umanità primigenia. E le cui immagini intarsiate di rami, fiori, scorze, foglie, paiono risalire dal sottobosco lungo i muschi e i tronchi d'albero, chiazzando di colore gli spiriti del bosco.
Sennonché, noi vediamo solo le foto di tanta grazia. Fortunatamente, Jardini lascia le sue opere alla cura dei boschi, come si conviene al genius loci e ai templi immemori. Ce le mostra per via di blow up fotografici. Da quarant'anni, questa corrente ha il nome di Land Art e spazia dai fiumi ai deserti: il suo profeta è la foto. All'artefatto dell'artista si somma l'artefatto che lo comunica. Questa duplice mediazione rende l'opera più distante, più sola?
Oppure magnifichiamo la forma organica. Organico è dare forma mentre suggiamo il nettare dai pistilli; equivale a formarci oltre le forme. Avverto tale piacere nelle sculture di resina che Chiara Castagna affusola lungo una spirale di segretezza, non solo femminile.
Atavica per la storia dell'arte, la dialettica tra la forma geometrica e quella organica potrebbe porsi utilmente a confronto con lo scambio delle esperienze estetiche fra la città e la campagna, sui cui confini opera l'iniziativa dell'Associazione Idea Vita di Vespolate. Gli artisti del tardo modernismo hanno già incrociato le vie in una terza forma tra l'organico e il geometrico, in anticipo sulla loro confluenza scientifica poi sancita dai frattali e dai flussi dinamici non lineari. Che l'arte nella natura squadri già l'arte che il caos urbano arrotonda?
Oppure, non ultimo, si può persino decentrare ogni attenzione fuori dal linguaggio, verso le cose stesse. Così fà laboriosamente, mi pare, l'installazione aerea di Attilio Tono. Simile ad un rampicante, perciò stesso dipendente, la sua bella scultura consiste di ovuli di erbetta finissima che salgono a spirale attorno a un pilastro di mattoni, frenato da spigoli e cosparso di sangue di bue in polvere.
