Civiltà contadina: valori e memorie
XIV Edizione 2003
"AQUA VITA ET MORS"
A cura di Maria Campitelli
VESPOLATE - NOVARA - TORINO - LONDRA
"Aqua vita et mors", la mostra nata a Vespolate nel 2003, anno internazionale dell'acqua, è felicemente approdata a Londra. Partita dalla cascina Airone, in un paese circondato dalle risaie, è passata poi al Broletto di Novara e quindi nelle sale storiche del prestigioso Palazzo Bricherasio di Torino. La curatrice dell'esposizione Maria Campitelli ha redatto un reportage nel quale descrive l'atmosfera e l'accoglienza riportata da una manifestazione che, partita dal cuore della bassa novarese, ha raggiunto l'importante traguardo di un allestimento nella capitale inglese.
«Nella Bassa Novarese l'acqua è la risorsa primaria per alimentare le infinite risaie che ne configurano il particolare aspetto paesistico. Qui a Londra, nel quartiere Deptford, area sud orientale, tra i docks in gran fermento innovativo, "Aqua Vita et mors" si è collocata in un luogo esso pure associato all'acqua, attraverso i fiumi Creek, Ravensbourne e il Tamigi. Lo spazio ospitante è stato la Galleria A P T, al 6 di Creekside, addossata ad un edificio storico di ascendenza vittoriana, in cui ci sono decine di studi di artisti. Promotrice dell'iniziativa, approdo a Londra compreso, è l' Associazione culturale di Vespolate Idea Vita, il cui scopo è la celebrazione dei "valori e memorie" della civiltà contadina. La realizzazione dell'operazione culturale è stata possibile grazie ai contributi della Presidenza della Provincia di Novara e della Fondazione Banca Popolare di Novara per il Territorio.
Al di là di un atteggiamento puramente contemplativo e poetico nei confronti dei fenomeni naturali, come scrittori, poeti, filosofi hanno più volte espresso, in qualità di curatrice della mostra, ho voluto attualizzare questo tema fondamentale per la vita e la sopravvivenza sul nostro pianeta, relazionandolo ai problemi che oggi lo scuotono.
La caratteristica peculiare della rassegna consiste proprio nel suo
titolo AQUA VITA ET MORS, che contempla il duplice aspetto, positivo
e negativo dell'acqua.
Acqua principio imprescindibile di vita, ma altresì terribile
strumento di morte e distruzione sia in eccesso che in difetto. Nel
2003 l'aspetto negativo si riferiva soprattutto ai disequilibri dell'ecosistema,
causati dall'uomo stesso. Oggi, dopo la tremenda esperienza dello
tsunami, si evidenzia più che mai l'aspetto distruttivo dell'acqua,
la micidiale forza della natura che si sottrae al controllo umano.
E la parola "mors" del titolo appare tragicamente attuale.
Ai nove artisti delle edizioni precedenti, qui a Londra se ne sono aggiunti altri due: l'inglese James Russe, autore di concettose installazioni, e la giapponese, accasata a Londra, Asaki Kan, che sa infondere la poesia in rastremate invenzioni tecnologiche. Gli altri hanno proposto le loro opere con qualche variante ed ampio utilizzo delle tecnologie avanzate.
Mimi Farina ha collocato la sua installazione dal significativo titolo di "Troubled Water" nel nuovissimo spazio del Laban Center, dedicato alla cultura della danza contemporanea; un'architettura incredibile, tutta trasparente di vetro lucido e opaco dai colori cangianti rosa/verde, a poche centinaia di metri dalla galleria. Con la felice partecipazione di due ballerine del Laban che hanno danzato il mare sconvolto rappresentato dall'opera, l'installazione si è trasformata in una intensa performance.
Nella galleria gli altri artisti non sono stati da meno: Fabiola Faidiga ha dispiegato la sua riflessione sui disequilibri sociali, Chris Marshall (Londra) ha giocato sul significato delle parole, mentre Jane Mulfinger (Londra/Los Angeles) ha riproposto la sua acqua fatta di "piume", ribadendo la sua vocazione al paradosso, Johannes Deutsch (Vienna) ha percorso invece le vie della memoria evocativa, mentre Pina Inferrera (Bergamo) ha recuperato l'incanto del mito. Luisa Raffaelli (Torino) con le sue intense gigantografie espanse ad installazione, ha guardato alla femminilità come flusso vitale, Angela Pietribiasi ha ipotizzato la presenza dell'acqua sulla luna con un visionarismo aggiornato ai mezzo tecnologici, mentre Dean Verzel (Koper/Lubiana) ha affrontato i grandi temi della vita e della morte con le sue spettacolari quanto inquietanti metafore visive.
La mostra, ha ottenuto un grande successo, registrato soprattutto nella festosissima inaugurazione del 3 febbraio, gremita di pubblico, tra cui molti artisti di estrazione cosmopolita, specchio fedele della metropoli, e molti italiani che risiedono a Londra. La festosità è raddoppiata, quando l'opening si è trasformato in party all'italiana, grazie ai raffinati prodotti alimentari, offerti dall'Azienda Turistica della Provincia di Novara, sconosciuti al popolo di Albione ed apprezzati con straordinario entusiasmo. La mostra è rimasta aperta fino al 20 febbraio.»
