Civiltà contadina: valori e memorie
XIV Edizione 2003
"AQUA VITA ET MORS"
A cura di Maria Campitelli
VESPOLATE - NOVARA - TORINO - LONDRA
La mostra è nata nell'anno internazionale dedicato all'acqua, il 2003. Alla realtà "acqua" ci si può accostare in vari modi; come elemento naturale appunto, principio fondamentale di vita, attraverso visioni di poeti e di scrittori, approfondimenti scientifici e filosofici. In questo senso la penetrazione più esaltante del fenomeno "acqua", in tempi moderni, è quella di Gaston Bachelard con la sua "psicanalisi delle acque" fondata su un nuovo spirito scientifico. Uno spirito che accorpa il sogno alla materia, annidandola nel suo cuore, fondendo fisiologia e slancio creativo.
Se il concetto di vita e di morte è insito nell'acqua stessa (l'acqua scorrendo muore ad ogni istante), lo è tanto più quando si scatena - anche per effetto dei dissesti dell'eco sistema provocati dall'uomo - in paurose esondazioni.
Il titolo della mostra tende ad attualizzare la realtà del liquido elemento, spostandolo alla sua distribuzione nel mondo, e alle conseguenti problematiche sociali, di disparità e sopravvivenza. La morte può configurarsi anche nella sua assenza. Esondazioni e siccità minano del pari la conditio vivendi dell'uomo.
Questa varietà di problematiche e di interpretazioni è stata colta dai nove artisti invitati, presentando ciascuno una sua visione con svariate attuazioni linguistiche, spesso intrecciate alla tecnologia.
Johannes Deutsch propone una trilogia fotografica digitale, intitolata "La fonte di Italo", di natura poetico/evocativa, servendosi del computer come strumento di alterazione. Anche il percorso di Angela Pietribiasi è immaginifico-visionario. Con l'"Acqua sulla luna", in video e light-box, visualizza la recente ipotesi scientifica dell'esistenza dell'acqua sul nostro satellite. Fabiola Faidiga con "Gli immortali, dialogo sull'acqua" riflette sulle disparità delle risorse sul pianeta, contrapponendo al benessere dispersivo del mondo occidentale, il bisogno e la mancanza nel resto della terra. Mimi Farina si preoccupa dell'inquinamento; sparando un video su una scultura di metacrilato -"Troubled Water"- che racconta di acque limpide mutuate in torbide e mortifere per i disastri delle petroliere colate a picco. Chris Marshall vive il tema dell'acqua giocando sul traslato semantico della parola inglese "Well" che significa insieme pozzo e lacrimatoio. Jane Mulfinger ha creato per Palazzo Bricherasio un'opera nuova: "Appostamento", una miniatura della sala in cui è collocata, galleggiante in un bidone, in precario e mobile equilibrio. "Ofelia" di Pina Inferrera, viaggia nel mito della morte che sopraggiunge lasciadosi ghermire dalle acque profonde. Un video diafano e poetico si contrappone ad una natura artificiale. Luisa Raffaelli dice l'acqua con la femminilità, con le facce di donne che si specchiano nei secchi zincati, con i capelli/serpi che richiamano Plurabelle, l'eroina joyciana, sinonimo di "Plurabilità". Vita e morte si condensano nell'installazione di Dean Verzel con le tre "Nature morte" raggelate in superbe gigantografie cui si contrappongono i pesci guizzanti nell'acqua fresca dei vasi.
Maria Campitelli
